
Assisi è dietro la città e adesso io scalzo, tu denti.
Parliamo da vivi.
Fratello lupo, non sei mostro: ti hanno dato un nome per non guardare il sangue.
Io ti vedo intero, pelo e paura.
Ti chiedo quanto costa una carezza quando il mondo morde duro.
Tolgo il dito dal grilletto dell'opinione, metto la pelle sul banco delle intenzioni.
Se scappi non ti giudico, se torni ti copro il fiato.
Fratello lupo, mani giù, occhi su: non ti addomestico, ti riconosco.
Sorella bestia, non sei allegoria, sei corpo caldo, biografia.
Pace e bene: dopo, ora, pane e nome.
Fratello corvo, hai visto tutto dall'alto, la città che truccava la coscienza al saldo.
Sorella colomba, il tuo bianco fa male sui muri dipinti d'ordine.
Gatto randagio, non sono meme, sono nervi.
Cinghiale in tangenziale, mi avete venduto il bosco.
Fratello lupo, mani giù, occhi su: non ti addomestico, ti riconosco.
Sorella bestia, non sei funzione, sei limite, specchio, lezione.
Pace e bene: dopo, ora, pane e nome.
Vento di sabbia, passi nudi.
Francesco cammina senza spada, panni poveri, bocca asciutta.
Non vengo a vincere, vengo a disarmare il tuono.
Respira, pazzo d'amore, folle del cielo.
Teniamoci stretti ora, pace e bene nel ferro che suona.
Io sono vento che spegne la fiamma, acqua che attraversa la notte, parola contro lama nel campo del Nilo.
Sultano e frate: due sedie e un pane.
Lascia la paura, dice il cuore: il cielo non ha frontiere, solo fiato e cammino.
